Alberto Piavani

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Montes Claros (Minas Gerais), Brasil
Orfanato Lar Nossa Senhora do Perpetuo Soccorro
Centro da Criança do Adolescente Paula Elizabete CCAPE

Agosto 2008

La città di Montes Claros (MOC), sita nel Sud Est del Brasile, nello Stato delle Minas Gerais, vanta 350.000 abitanti, numerose attività commerciali e strutture pubbliche e private. Nonostante le enormi potenzialità e le sue risorse naturali, si riscontrano gravissimi problemi umani e sociali quali l'estrema povertà nella periferia, il grande numero di favelas con l'aumento dei problemi tipici della miseria, l'abbandono sempre più frequente dei minorenni, le conseguenze tragiche dell'alcolismo e della droga, la distruzione dei nuclei familiari, la violenza domestica, la denutrizione, l'abbandono delle donne e delle ragazze madri, la prostituzione di ogni tipo specialmente quella infantile, il sorgere della criminalità organizzata con l'arruolamento di bambini e di adolescenti.
Su questa arida e generosa terra rossa, ogni giorno, le “irmaes” della Sagrada Familia di Montes Claros svolgono il loro operato con progetti mirati a far fronte alle conseguenze delle piaghe sociali, così come a prevenirle, soprattutto nei confronti dei minorenni in situazione di rischio.
Ed è con loro, con queste suore brasiliane la cui “divisa” è costituita da una T-shirt, un paio di jeans e infradito ai piedi, per stare tra la gente come la gente, che anche quest’anno ho avuto la fortuna e l’onore di trascorrere le mie vacanze. Ricordo ancora lo stupore di parenti e amici, ma anche il mio, quando vissi la mia prima esperienza in questa congregazione di suore! Generose guerriere con le mani segnate dalla terra rossa, donne dinamiche e pratiche con le quali si ride, scherza, balla, gioca, lavora e prega. La percezione emotiva lì è molto differente e la sensazione è proprio quella genuina e sincera di un Dio che è Amore, al di là del proprio credo religioso, legato alle persone e a quanto avviene, ai sorrisi e ai pianti, alle gioie e alle disgrazie, ai cuori e alla vita.
L’opera quotidiana si svolge su più fronti. Nel centro per la fanciullezza e adolescenza “Centro da Criança do Adolescente Paula Elisabete” (CCAPE), nella favela rurale Jaraguà II, oltre 400 giovani dai 6 ai 17 anni trovano quotidianamente la possibilità di giocare, mangiare e imparare attività utili per la propria vita. Nell’asilo vengono ospitati 150 bimbi, fino a 5 anni di età, provenienti dalla favela Castelo Branco, la più povera della città. Nell’orfanotrofio femminile, che ospita permanentemente 60 bambine dai 2 ai 17 anni, si assicurano loro quelle cure e attenzioni che non hanno potuto ricevere dalle famiglie d’origine. Infine, ogni giorno, si portano aiuti, conforto, opportunità, sorrisi alle famiglie di tutte le favelas alla periferia della città.
Anche quest’anno, in tutto questo stare con la “criança”, con i più piccoli e i giovani del centro CCAPE, dell’asilo e dell’orfanotrofio, non contano quante canzoni stonate si siano cantate, quanti balli sgraziati abbia danzato, quanti birilli non abbia abbattuto, quante cadute abbia fatto col salto della corda, quanti strafalcioni di lingua brasiliana mi sia inventato. Anche quest’anno io lì non sono stato nulla di più che una semplice presenza, ricevendo da loro un mare di sorrisi, di gioia, di emozioni e di amore e, come se non bastasse, mi hanno pure ringraziato!

Orfanato


CCAPE





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