Alberto Piavani

Sejam bem vindos ao meu site que é um pouco como a minha vida: sempre em construção...

Benvenuti nel mio sito che è un po' come la mia vita: sempre in allestimento...
Montes Claros (Minas Gerais), Brasil
Orfanato
Centro da Criança do Adolescente Paula Elizabete CCAPE

Agosto - Settembre 2007

E' stata una splendida avventura, come molti di voi han seguito tramite i nostri "bollettini" giornalieri delle prime due settimane a Montes Claros! Le dolcissime bimbe dell'Orfanato, gli scatenati baby dell'asilo, i super attivi bimbi del centro CCAPE, le nostre splendide suore da battaglia col volto sempre sorridente, le favelas rurali, l'Orfanato, il centro CCAPE, le urla, i canti, le animazioni e... come prima, più di prima... il nostro inno "Levantou poeira".
Tranquillizzo tutti voi: alla fine vi confermo ufficialmente che sono falliti i tentativi di nascondere nel bagaglio a mano una ventina di bimbe...
Un grazie dalle suore e da tutti i bimbi e bimbe a tutti coloro i quali si sono prodigati per far giungere il loro prezioso contributo arrivato a 10.000 euro.

La vacanza è poi proseguita nello splendido Pantanal (Mato Grosso) nella selvaggia natura tra coccodrilli, giaguari, piranha e capibara; nella magnificenza e maestosità delle cascate di Foz de Iguàzu; nella avvolgente Rio de Janeiro, dal Pao de Açucar al Maracanà, dal Cristo Redentore al Mercato Nordestine, da Ipanema a Copacabana. E qui, citiamo anche il triste episodio della rapina delle apparecchiature fotografiche da parte di due ragazzini delle crudeli favelas di Rio armati di coltelli. Un episodio significativo che, una volta di più, ci ha fatto capire ed apprazzare l'enorme e fondamentale lavoro delle "nostre" irmaes a Montes Claros.





MOC 2007

Appunti disordinati di viaggio II

Storia di un’esperienza a cuore aperto in un centro per l’infanzia e in un
orfanotrofio in Brasile al ritmo di Levantou Poeira


Eccovi alcuni estratti degli "Appunti disordinati di viaggio" che, come l'anno scorso, hanno riassunto le nostre giornate cheias de amor nonchè alcune immagini di questa splendida, indimenticabile avventura.

MOC 2007, 21.08.07
Tudo Mundo, boa noite do Brasil!
Ebbene si, anche quest’anno ce l’abbiamo fatta ad arrivare a MOC!
… Arrivati a Sao Paolo alle 18, siamo sbucati dall’aeroporto alle 19.30 e, recuperati dalle irmaes locali, abbiamo trascorso li a primera noite no Brasil: freddina direi, anche perché la casa là é senza riscaldamento... Mattinata a recuperare in agenzia i biglietti e primo impatto con i bimbi dell’asilo di Sao Paolo! Armati di acqua, biscotti e buona volontà, alle 14.30 ci siamo imbarcati sull’autobus per MOC pronti ad affrontare le 15 ore di cammino, a intervalli di 3 ore per i ristori.
Ore 6 di mattina: l’arrivo a MOC! Avvisiamo del nostro arrivo e pronto arriva il VW Combi dall’Orfanato guidato da Suor Marina. Il momento si avvicina...
Finalmente, un anno dopo, si spalancano le porte della mia seconda casa, scendiamo ed é bastato che Irma Marina mi chiamasse mentre scaricavo le valige per sentire un eco di piccole voci lontane "Alberto... Alberto..." (che da queste parti risuona come "Aubeeeto... Aubeeeto...". La terra ha iniziato a tremare e orde di meninas con un fiuto da far impallidire un cane da tartufi piemontese é pronto arrivato sulle mie tracce!
Scovato, accerchiato, sepolto in abbracci.
… Arrivano già le prime letterine e insieme rientrano le bimbe che erano a scuola... e l’animazione riparte.
… Dopo pranzo facciamo un salto al CCAPE nelle favelas per salutare la mega superiora Irma Eurides e ammirare quanto é stato fatto in questo anno passato. Il nuovo orto, il nuovo allevamento di conigli e galline, la nuova cucina a legna, il nuovo auditorium e la prima parte della palestra che anche dall’Italia, grazie ai miei colleghi da Marco a Mirko a Michela etc si sta finanziando. Per la cronaca, lasciamo sui 10.000 euro in contanti tra quelli raccolti per i cd (circa 7.000 euro) e le varie offerte. Le suore, commosse e stupite, ringraziano!
… Rientriamo all’Orfanato, dopo il giuramento di fronte a 200 bimbi di tornare per una intera giornata di animazione e non si fa a tempo nemmeno a pensare a una piccola doccia che siamo assaliti dalle meninas che ormai ci fiutano a kilometri
… Le ritrovo tutte, o quasi. Manca ad esempio colei che mi sostituì alla mia partenza: la piccola e scatenata Talia (per quelli che han visto il video dello scorso anno: la bimba di otto anni bianca, magra coi boccoli biondi che si muoveva scatenata sulle animazioni) che, grazie a un programma di incentivi della Prefeitura (il Comune) é tornata dalla sua mamma (per 100 Reais al mese, circa 40 euro vale a dire uno stipendio medio di un operaio o impiegato). Ormai fioccano le prime letterine e fiori (da Francilene e Francillane che salutano le loro famiglie italiane com muita saudade).

MOC 2007, 22.08.07
… La giornata si é finalmente aperta per me con le antiche buone tradizioni: le lodi del mattino, alle 7, con le irmaes qui dell’Orfanato e, soprattutto, col beijou al doçe de leite che ormai Irma Stella mi prepara al mattino! Approfittando delle bimbe a scuola ci siamo fatti un paxeio per il centro di MOC e siamo tornati carichi di due papaye (mamaos) grosse come angurie nonché di 450 caramelle per le bambine.
… Alla Messa le bambine ci han conteso quasi a litigare... per non parlare del gesto della pace: orde di bimbe agglomerate per l’abbraccio o la festa finale per i compleanni; insomma, una baraonda... Come non piangere??
… Per tutti coloro che han donato soldi, vestiti, o si sono adoperati per aiuti: non solo vi ringraziano tanto ma ho consegnato un paio di pagine con elenco di tutti i vostri nomi e sarete ricordati nelle preghiere delle irmaes (che valgono doppio...) insieme ai vostri cari.

MOC 2007, 23.08.07
... i dischi in vinile oggi si sarebbero consumati (più o meno come le nostre ginocchia) dopo che per la decima o undicesima volta si fossero trovati a ripetere all’infinito canzoni come "Beijo", "Levantou poeira", "Que calor", "Encaxia" (non domandatemi come si scrive esattamente a quest’ora, sono già le 21.30...). Oggi si é rischiato il rigetto (nostro intendo) di musica da animaçao brasilera. Quest’anno sono infatti più organizzati qui all’Orfanato, complice anche la maggior presenza di meninas, specie piccolissime, quindi si distribuiscono equamente a scuola, mattino e pomeriggio, quindi si massacrano più facilmente le nostre articolazioni, mattino e pomeriggio.
… Ci siamo infatti esibiti la mattina in improbabili aiuti nelle tarefas, i compiti di scuola e lasciamo perdere i risultati: se già strafalcioniamo nel parlato, immaginatevi nello scritto... Abbiamo molto sperato, per il loro bene, che non seguissero i nostri consigli ma temo domani sarà una strage tra i compiti di matematica e brasilero...
Nel pomeriggio, quando ormai le cartilagini articolari di tibia e femore erano lontani ricordi (perdonatemi il doveroso riferimento tecnico) ho strategicamente puntato per un pseudo gioco dell’oca gigante sotto il patio, con le meninas usate come segnaposti, caramelle e premi vari dall’Italia come caselle. Da li in poi ci si é esibiti nell’inventare i giochi più assurdi pur di metterle qualche minuto in fila tranquille e senza che pensassero a ballare: dai premi per la pulizia del patio al concorso a premi sull’indovinare il colore della caramella per vincerla. É in momenti come questo che ci si rende conto del concetto di "spirito di sopravvivenza"...
… Quest’anno la musica, dal puro latino americano dello scorso anno si é evoluta in un mix di latino americano e brasiliano. Il dee jay, per farle stancare in maniera mais rapida tenta di abbassare il volume per farle urlare ma... loro urlano, cantano, sbraitano e... si ricaricano... sigh... e si ricomincia...
… Si, insomma, per farla breve... ci si diverte un sacco!

MOC 2007, 24.08.07
… La corrispondenza inizia laddove era terminata stanotte. Ieri sera infatti, chiusa la posta elettronica, nel silenzio dell’Orfanato ci siamo sparati un bel the caldo fatto direttamente con le erbe di Irma Stella e, quando ormai tutte le suore erano ko nei loro lettini e noi ci si apprestava a fare lo stesso, erano già le 23... notte fonda... l’unica creatura sveglia e operativa qui all’Orfanato era ancora Irma Stella, moto perpetuo: ha scatenato una infinità di emozioni il vederla ancora all’opera a creare bambole di pezza per le bambine più piccole. I capelli di lana marrone, i fiocchi nei capelli rossi o viola, il vestitino blu, il volto disegnato con un pennarello. Voi vedete lei all’opera quando é sveglia dalle 5 del mattino ed é ancora li con le sue manine artrosiche a trafficare, poi pensate a chi andranno quelle stesse bamboline e... provate voi a non commuovervi o a pensare ai ritmi della vostra vita, o al significato della stessa...
… E, all’insegna del revival é continuata la giornata odierna con la tappa al centro CCAPE nelle favelas. Al nostro arrivo i più piccolini hanno iniziato a fiutare la possibilità di danzare e quindi l’accerchiamento é iniziato fino a quando il cd ha preso il suo doveroso posto e la musica é iniziata al ritmo di "Bomba", "Levantou poeira" che é sempre il nostro inno e riscuote sempre il maggior successo e quello che loro chiamano funky: "Encaxa"
… grazie a un progetto in collaborazione col Comune, oltre al pranzo nel refettorio i bimbi ricevono, prima di salire sull’autobus o sulle bici verso casa una secondo spuntino: un panino imbottito, un frutto e un dolce. Qualcuno si é reso conto finalmente che per molti, quelli che ricevono qui sono gli unici pasti decenti, se non gli unici pasti e basta, della giornata.
… Ma il pomeriggio é anche l’emozionante momento dell’incontro con il gruppo dei ragazzi che vennero in Italia ad Aprile, da Ellem a Fernanda, da Angela a Tassio, da Lucas a Erminio: stanno tutti bene e salutano e abbracciano le rispettive famiglie italiane. Ma noi qui abbiamo la fortuna di incontrare anche le nostre bambine adottive! Troviamo Milene e Erika, adottata dai miei genitori: piccolissima, nerissima, tenerissima. A tutte loro portiamo piccoli doni dall’Italia e si commuovono coprendoci di baci e abbracci. Riconosco anche molti dei bimbi adottati a distanza dall’Italia grazie a molti di voi che mi leggono, anche se non ricordo gli abbinamenti.
… In fianco a noi la palestra in costruzione anche coi soldi in arrivo dall’Italia: sono state realizzate due campate su cinque e sotto di esse, le uniche all’ombra, si vedono nugoli di ragazzi giocare a palla, a pallacanestro etc etc.

MOC 2007, 25 - 26.08.07
Ieri siamo stati con Irma Valdina alle favelas. Le scene sono quelle del mio video dello scorso anno: le case fatte di bastoni di legno e teli di cellophane sotto i tralicci dell’alta tensione, le persone a oziare di fronte a casa e i bimbi a giocare nella polvere resa ancora più secca dalla carenza di pioggia, gli odori che si sprigionano dalle fogne o dalle discariche a cielo aperto e di fianco alle case. In alcuni casi la situazione é ainda pior, addirittura peggiore, dello scorso anno. Montes Claros é una cittadina relativamente grande e attira molte persone del Nord del Minas Gerais, così come da noi negli anni ‘60 Milano attirava persone dal Sud Italia venute per cercar fortuna e finite nei quartieri periferici in situazione di miseria.
… il secondo record stabilito é quello delle 3 (tre) messe in 2 (due) giorni... che, insieme a quella dell’altro ieri fanno 4 in 3 giorni... E qui non durano come in Italia ma sono sull’ordine di grandezza di quelle di mio zio Don Gianni a Bergamo: dall’ora e mezza in su... Certo: cantate, animate, coi bimbi etc etc etc ma... pur sempre due messe in un giorno...

MOC 2007, 28.08.07
… Le orde di bimbi ormai han preso confidenza e urlano in maniera indicibile, avendo ormai appreso alla grande tutte le animazioni: praticamente... siamo nel caos più completo!

MOC 2007, 29.08.07
… Vi scrivo con la maglietta letteralmente fradicia delle lacrima delle meninas, reduci dall’ultimo dia quindi non vi dico in quali condizioni emotive... … La mattina siamo stati alla Praça do Esporte, un piccolo campo sportivo in pieno centro paese comprensivo di piscina, campi da calcio etc e siamo stati li con le bambine disabili presenti al centro in quanto oggi erano presenti i disabili di molte associazioni locali per giochi e attività sportive varie: insieme alle bimbe disabili come Janaina o Bia, erano presenti anche alcune delle più piccole... Morale: avevamo previsto di rimanere con loro qualche minuto per incitarle, siamo rimasti tutta la mattinata fino al loro rientro alle 11, anche per aiutare per il trasporto di Bia sulla sedia a rotelle in quel campo sportivo che potrebbe essere citato per la creazione ad hoc di barriere architettoniche...
… La scena é circa questa: arriviamo e Milene porta il suo album di fotografie, da quando é nata sino a oggi (riassumibile in un classico raccoglitore da negozio fotografico per un totale di circa 30 foto) e invita a sceglierne una! Sembra veramente di compiere un sacrilegio ma lei insiste! Quando poi, come ieri, lei le ripete "Tenho muita muita saudade de voce"... non c’é argine che tenga...
… Si parte per le favelas di Jaraguà II con Irma Ivanendi e Angela: andiamo a trovare le mie "figlie" in Brasile, nelle loro case!!! Capite la mia fortuna??
… la consapevolezza della fine della giornata, della nostra ultima giornata li all’Orfanato, un altro ennesimo pezzo di famiglia che, così come é arrivato, se ne sta andando...

MOC 2007, 30.08.07
… Questa mattina sveglia all’alba e alle 7 la Messa nel centro CCAPE in nostro onore. Di fronte all’altare, distribuiti come semi per dare i loro frutti, tutti i nomi che ho indicato nella lista delle persone che hanno inviato, in qualunque modo, un contributo. La messa era anche per tutti voi e ne diranno altre per le famiglie e i congiunti scomparsi. La Messa é stata già di per sé commuovente, ci mancava il mio discorso finale... sembravo le bimbe di ieri sera dell’Orfanato...
Anche quest’anno la favola é giunta qui quasi al suo termine naturale: sogni, speranze, progetti e tanta saudade ci accompagneranno nel proseguire del nostro cammino. Nei nostri cuori, indelebili come marchi a fuoco, gli abbracci, gli occhi, i sorrisi e le urla delle meninas, soprattutto e come sempre, al ritmo di "Poeiraaaaaaaa"…
A tutti voi il nostro obrigado per averci seguito in questa avventura, per averci mandato com muito carinho le vostre impressioni ed emozioni dall’Italia e dalla Svizzera! A voi tutti, l’ormai nostro "Va com Deus" e boa sorte de Alberto...

Albi






Pantanal
Il Pantanal è la più grande zona umida del mondo, un'immensa pianura alluvionale; è un'area centrale del Sudamerica situata per gran parte in Brasile (negli stati del Mato Grosso e di Mato Grosso do Sul), e in parte in Bolivia e in Paraguay. In totale, il Pantanal si estende per circa 150.000 km quadrati. Il nome Pantanal deriva dalla parola portoghese "pântano", che significa "palude".
Per nove mesi all'anno (stagione delle piogge) viene sommersa per l'80% della sua superficie dalle acque. È considerata l'ecosistema con il maggior numero di flora e fauna del mondo. È molto facile avvistare gli animali di questa regione: caimani, capibara, formichieri giganti, e centinaia di specie diverse di uccelli. Molto diffuso qui è il Piranha rosso.
Gli abitanti, i pantaneiros, vivono da generazioni in sintonia con la natura selvaggia di questo posto allevando il bestiame in modo estensivo.
L'unica strada che attraversa il Pantanal è la Transpantaneira, completamente sterrata e spesso interrotta dalla rottura di qualcuno dei numerosi ponti in legno; collega Poconè a Porto Jofre.
Quasi tutta la fauna del Pantanal può essere osservata abbastanza facilmente percorrendo la Transpantaneira e soprattutto il tratto di 148 km da Poconè a Porto Jofre, punteggiato dai suoi 128 ponti più o meno pericolanti. I primi 93 km di strada da Cuiabà (dove è situato l’aeroporto di accesso al Pantanal) a Poconè non sono granché interessanti e il vero Pantanal comincia solo poco dopo Poconè: da qui la Transpantaneira si snoda affiancata da vaste zone di foresta mista e da numerosi stagni, per finire vicino a Porto Jofre letteralmente immersa nelle tipiche zone paludose e allagate. La Transpantaneira è una strada senza uscita che finisce a Porto Jofre e che quindi va ripercorsa all’indietro nel ritorno: per completare l’esplorazione della zona è possibile entrare anche in alcune stradine laterali pubbliche, oltre che nei grandi ranch privati o "Pousade". I proprietari di questi ultimi, sfruttando la crescente richiesta turistica, stanno trasformando parte delle loro fattorie per potere offrire alloggio agli eco-turisti; queste sistemazioni offrono una forma economica e alternativa per alloggiare e avere nel contempo l’autorizzazione a muoversi nella Pousada stessa o con i propri mezzi o a piedi e poter osservare la fauna e gli uccelli.
Nel settembre del 2001 una parte del Pantanal brasiliano, ampia 1.350 chilometri quadrati, è entrata a far parte del parco nazionale Pantanal Matogrossense. Nel 2000 il Pantanal è stato inserito nell'elenco delle riserve della biosfera e in quello dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

(tratto da: "Wikipedia, l'enciclopedia libera")






Foz de Iguazú
Le cascate dell'Iguazú (Portoghese: Cataratas do Iguaçu) sono cascate generate dal fiume Iguazú situato sul confine tra lo stato Brasiliano del Paraná e la provincia argentina di Misiones.
Il sistema di cascate consiste di 275 cascate, con altezze fino a 70 metri, lungo 2,7 kilometri del fiume Iguazú. La Garganta del Diablo ("Gola del diavolo"), una gola a forma di U profonda 150 metri e lunga 700 metri, è la più imponente, e segna il confine tra Argentina e Brasile. La maggioranza delle cascate sono nel territorio argentino, ma dal lato brasiliano (600 metri) si ottiene una visione più panoramica della Garganta del Diablo. Le cascate sono condivise dal Parco nazionale dell'Iguazú (Argentina) e dal Parco nazionale dell'Iguaçu (Brasile). Questi parchi sono stati designati dall'UNESCO patrimonio dell'umanità nel 1984 e 1986 rispettivamente.
Il nome Iguazú viene dalle parole guaraní y (acque) e guasu (grandi). Una leggenda guaraní dice che un dio pretendeva sposare una bellissima ragazza chiamata Naipú, che però scappò con il suo amante mortale Carobain canoa. Arrabbiato, il dio modificò il fiume creando le cascate, nelle quali Naipù cadde trasformandosi in roccia, mentre Caroba si trasformò in albero. Si narra che da questa posizione i due amanti continuano ad osservarsi.
Vicino alla cascata, a ciascun lato, ci sono due importanti città: la brasiliana Foz do Iguaçu, situata nello stato brasiliano del Paraná, e Puerto Iguazú, situata nella provincia Argentina di Misiones. Altre importanti attrazioni turistiche vicino alle cascate sono la centrale idroelettrica di Itaipu, e la missioni gesuite guaraní in Paraguay, Argentina, e Brasile.
Alcuni film che sono ambientati presso le cascate dell'Iguaçú: Moonraker (1979); Mission (1986); Happy Together (1997), Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008).

(tratto da: "Wikipedia, l'enciclopedia libera")






Rio de Janeiro
Rio de Janeiro (Fiume di Gennaio) è famosa per le sue spiagge turistiche (Copacabana e Ipanema) su cui si affacciano file di alberghi, per la gigantesca statua di Gesù, nota come Cristo Redentore ("Cristo Redentor") sul monte Corcovado, e per il suo annuale carnevale. Rio de Janeiro contiene anche la più grande foresta all'interno di un'area urbana. La città ha una popolazione di circa 7.000.000 di abitanti. La popolazione compresa l'area metropolitana è stimata tra i 10 e i 13 milioni. Rio è la seconda città del Brasile dopo San Paolo e fu la capitale della nazione fino al 1960, quando Brasilia ne prese il posto.
L'area su cui sorge Rio de Janeiro venne raggiunta da esploratori portoghesi nel corso di una spedizione guidata dall'italiano Amerigo Vespucci nel gennaio del 1501. Poiché gli europei inizialmente credettero che la Baia di Guanabara fosse la foce di un fiume, la chiamarono di fatto "Rio de Janeiro" (ossia "fiume di gennaio" in portoghese). La città venne fondata il 1 marzo 1565 dal cavaliere portoghese Estácio de Sá, che la chiamò São Sebastião do Rio de Janeiro, in onore del santo (ancor oggi patrono della città) del quale portava il nome il suo sovrano, re Sebastiano I del Portogallo. Il punto esatto dove venne fondata Rio si trova ai piedi del famoso monte Pan di zucchero (Pão de Açúcar). Più tardi, l'intera città venne spostata entro una palizzata in cima ad un colle, imitando la strategia medioevale europea di difesa dei castelli fortificati - il luogo venne da allora chiamato Morro do Castelo (Collina del Castello). Quindi la città si sviluppò dall'attuale centro in direzione sud e ovest, un movimento urbano riscontrabile ancor oggi. Fino all'inizio del XVIII secolo, la città fu minacciata o invasa da diversi pirati e bucanieri. Dopo il 1720, quando i portoghesi trovarono l'oro nel vicino capitanato di Minas Gerais, Rio de Janeiro divenne un utile porto per imbarcare le ricchezze, piuttosto di Salvador, più distante dalle miniere. Nel 1763, l'amministrazione coloniale dell'America portoghese venne spostata a Rio. La città rimase essenzialmente una capitale coloniale fino al 1808, quando la famiglia reale portoghese e gran parte dei nobili di Lisbona, fuggendo dall'invasione napoleonica del Portogallo, vi si trasferirono. La capitale del regno venne trasferita a Rio, che divenne quindi l'unica capitale europea al di fuori dell'Europa. Siccome non c'era spazio né strutture urbane per accomodare centinaia di nobili, molti abitanti vennero semplicemente sfrattati dalle loro abitazioni. Quando il principe Pedro dichiarò l'indipendenza del Brasile nel 1822, decise di tenere Rio de Janeiro come capitale del suo nuovo impero, sebbene la regione della città stava perdendo importanza, economica e politica, nei confronti di San Paolo. Rio venne mantenuta come capitale brasiliana dopo che i militari rovesciarono la monarchia e imposero la repubblica nel 1889. Comunque, i piani per spostare la capitale al centro del territorio nazionale vennero presi in considerazione fin quando il presidente Juscelino Kubitschek venne eletto nel 1955 e si insediò nel 1956, con la promessa di costruire la nuova capitale. Anche se molti pensarono che fosse una campagna retorica, Kubitschek riuscì a far costruire Brasília, con grandi costi, entro il 1960. Il 21 aprile di quell'anno la capitale del Brasile venne spostata da Rio a Brasilia.
La città viene comunemente divisa nel Centro Storico; la Zona Sud turistica, con le rinomate spiagge; l'industriale Zona Nord; la Zona Ovest; e la nuova regione della Barra da Tijuca.
Centro: è la parte storica della città. Tra i luoghi di interesse si trovano la Chiesa della Candelaria e la Cattedrale in stile moderno, il Teatro municipale e diversi musei. Il Centro rimane il cuore della comunità finanziaria della città. Il "Bonde", un tram giallo, parte da una stazione del centro nei pressi della nuova Cattedrale, attraversa l'ex acquedotto in stile romano, l'Arcos da Lapa, costruito nel 1750 e converito in un viadotto tramviario nel 1896, e corre lungo le strade in pendenza del vicino sobborgo di Santa Teresa.
Zona Sud: la zona meridionale di Rio de Janeiro è composta da diversi distretti, tra i quali São Conrado, Leblon, Ipanema, Arpoador, Copacabana, Leme, Botafogo e Flamengo, che compongono la famosa linea costiera di Rio. Oltrepassando Copacabana e Leme, nel distretto di Urca si trova il Pan di zucchero ("Pão de Açúcar"), il cui nome caratterizza la famosa gobba che si erge dal mare. La cima può essere raggiunta con una funivia accessibile dal Colle di Urca ("Morro da Urca"), e offre una vista seconda solo a quella del Corcovado. Dal 1961, la Foresta di Tijuca è diventata parco nazionale.
Zona Nord: la zona nord di Rio ospita lo Stadio Maracanã, il più grande stadio di calcio del mondo, in grado di contenere quasi 200.000 persone. Di recente la capacità è stata ridotta per conformarsi alle moderne regole di sicurezza e con l'introduzione dei soli posti a sedere. Attualmente in via di rinnovamento, finirà per contenere circa 120.000 posti.
Zona Ovest: è la regione metropolitana più distante dal centro di Rio de Janeiro. Comprende Barra da Tijuca, Jacarepaguá, Campo Grande, Santa Cruz e Bangu. Barra da Tijuca è un'area a sviluppo accelerato, che attrae principalmente la parte più ricca della popolazione, mentre i distretti confinanti della zona ovest rivelano nette differenze tra classi sociali. La zona è dotata di aree industriali, ma rimangono ancora delle aree agricole. Oltre ai quartieri di Barra da Tijuca e Jacarepagua, un altro distretto che ha mostrato una buona crescita economica è quello di Campo Grande.
Le Favelas: Rio è una città di contrasti, e anche se gran parte della città si possa affiancare alle più moderne metropoli del mondo, una percentuale significativa dei 13 milioni di abitanti di Rio vive ancora in zone estremamente povere. La peggiori di queste sono le baraccopoli note come favelas, spesso addossate sui fianchi delle colline, dove è difficile costruire edifici robusti, e gli smottamenti, provocati principalmente dalle piogge intense, sono frequenti. Le favelas sono afflitte dalla diffusione dei crimini legati alla droga, dalle lotte tra bande e da altri problemi sociali legati alla povertà. La Favela da Rocinha é la piú grande dell'America Latina.

(tratto da: "Wikipedia, l'enciclopedia libera")




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