Montes Claros (Minas Gerais), Brasil
Orfanato
Centro da Criança do Adolescente Paula Elizabete CCAPE
Luglio - Agosto 2006
L'esperienza vissuta quest'anno, presso l'Orfanato e il centro CCAPE a Montes Claros è stata forse ancora più
intensa dello scorso anno. A ciò, si è aggiunta la corrispondenza giornaliera tramite email verso molte persone
che da casa chiedevano di partecipare, con me, a questa esperienza di vita. Per loro, e per molti altri, ho poi,
per la prima volta, eseguito delle riprese video di quanto avveniva quotidianamente laggiù, la bellezza della vita.
I miei scritti, email o considerazioni personali, si sono trasformati in un diario che ho rilegato in un volumetto che ho deciso
di donare a coloro i quali sono sulla mia strada, parenti e amici, su percorsi vicini o lontani. In questa pagina riporto un
breve estratto di tale diario.
MOC 2006
Appunti disordinati di viaggio
Storia di un’esperienza a cuore aperto in un centro per l’infanzia e in un orfanotrofio in Brasile al ritmo di Levantou Poeira
Questi appunti di viaggio riportati sul sito sono un estratto delle email inviate verso casa durante la mia esperienza
di quest’anno in Brasile.
E’ il racconto di questa avventura straordinaria: dalla simpatica hostess che al banco check in Alitalia mi faceva
cortesemente notare che il mio passaporto era scaduto alla partenza miracolosa il giorno dopo al termine di una
mattinata vissuta intensamente tra Questura e agenzia di viaggio con i miei genitori a farmi da supporter;
dal vagabondare in Brasile tra San Paolo, Belo Horizonte, Montes Claros, Orfanato e centro per l’infanzia CCAPE
alla vita nelle favelas; dalle orazioni e messe con le suore (si, proprio io, nessuna controfigura…) agli scherzi
e cori sempre con le stesse fantastiche suore; dalle emozioni, grida e gioia dei bambini e delle bambine nelle
animazioni o nei tornei di 123stella ai pianti nelle feste dell’ultimo giorno; dai due giorni di viaggio per il
rientro alla ripresa della nostra quotidianità.
Ringraziare tutti coloro i quali mi han sostenuto, nei modi più svariati, in questa esperienza, comporterebbe la
stesura di un secondo volume… Da Manuela a mio zio Don Gianni per il loro supporto e i loro messaggi; da Vicky a Mauro,
a Renato per la disponibilità e le corse a rimediare alla falsa partenza; dai miei colleghi e colleghe in ufficio a Paolo,
suo padre Lino e l’Atalanta B.C. che si sono mobilitati per portare aiuti; da Elena che mi ha fatto scoprire il Brasile
tre anni fa a Viviana che mi ha spronato, da quando mi conosce, a scrivere quanto avviene in me e intorno a me;
dalle “Guerriere di Viviana” a Saverio e il nostro gruppo itinerante ai miei gruppi di Sperimentare Se Stessi
con i quali si percorrono cammini per giungere a noi; dalle mie nipoti Greta e Alessia che han risparmiato
sulle mance per far giungere laggiù il loro aiuto ai miei genitori che mi supportano e sopportano da una vita,
e magari anche di più.
Più che un grazie invece, un “muito obrigado” alle battagliere Irmaes della Sacra Famiglia di Montes Claros;
a Marzio, Giovanna ed Emanuela che han condiviso con me parte di questa esperienza; a Jane, Elisangela e a
tutte le persone che in Brasile ruotano attorno al CCAPE e all’Orfanato; a Ivete Sangalo per aver cantato “Levantou Poeira”
e al gruppo di animazione in Italia “Los Latin Sabroso” per avermela fatta scoprire e, naturalmente, a tutte le creature,
dall’infanzia all’adolescenza, che come angeli hanno illuminato il mio percorso sulla generosa terra rossa sotto un cielo
azzurro e ricco di bianche nuvole o nero e ricco di splendenti stelle in quel di Montes Claros, Mina Gerais, Brasil.
Bariano, 24.07.2006
Quest’anno il racconto dell’esperienza in Brasile parte un po’ in anticipo, da uno di quei momenti in cui
si viene proiettati in un salto nel buio e la mente, quale unica difesa a quanto non previsto,
abbozza una timida reazione che porta a pensare: “Non sta succedendo, non è vero, non è possibile”.
La vita propone dei salti nel buio laddove necessitiamo, lo sappiamo bene e sappiamo quanta strada
abbiamo fatto per non farci trovare impreparati, ma la vita è spietata maestra, che ci guida con
Amore e sa colpire proprio al centro dei nostri bersagli scoperti…
Belo Horizonte, 28.07.2006
... Non accettare quanto proposto dalla vita e rimanere nell’immobilità o partire per un cammino
che non sentiamo nostro ma che ci vediamo “costretti” a proseguire sono le due facce della
stessa medaglia. La vita ci può condurre vicino o lontano dalle nostre aspirazioni, dai nostri
obiettivi, ma è lei che detiene la copia originale del nostro “piano di volo”, del cammino che
noi stessi abbiamo scelto di percorrere. Ogni evento ha il compito di ricordarcelo, come un
post-it appeso ad ogni passo del nostro cammino, e noi possiamo accettarlo o non accettarlo
ma questo non cambia l’evento che si è compiuto. Gioire quando la vita scorre nel senso dei nostri desideri
perché “nulla accade per caso” ma opporsi quando ciò non avviene, come se quel “nulla accade per caso” abbia
una valenza unidirezionale per i momenti felici, è da “vigliacchi” e non può far altro che “rallentare” un
cammino che comunque dobbiamo percorrere per nostra scelta precisa, al di là di quanto consapevole essa sia…
MOC CCAPE, 29.07.06
… Penso che nessuna delle persone attorno a me faccia tutto questo per spirito caritatevole o per
bontà o per pietà; semplicemente si segue un proprio sentire interiore per se stessi, che qualcuno
chiama “Dio” e qualcun altro “Vivere il Presente” ma credo che il filo comune che unisce tutti sia
il non essere qui tanto per aiutare gli altri quanto per una propria scelta di vita innanzitutto…
… Lasciando il tutto andare a quanto arriva, vivendo oggi, vivendo il presente, perdono forza arrabbiature,
delusioni, lavori che non ci soddisfano o situazioni che non ci appartengono. Quando ci lasciamo cullare dalla vita
non esiste più il dove potrei essere ora o cosa farei se. Esistiamo noi, esistiamo ora, esistiamo qui.
Questo è tutto quanto importa…
MOC Orfanato, 31.07.06
Ieri primo impatto con le bambine residenti qui all'Orfanato anche nel weekend: sono quelle
che non hanno nessuno, ma proprio nessuno. Gli altri bambini che almeno hanno un lontano parente passano a casa, o
comunque fuori, il sabato e la domenica e iniziano ad arrivare il lunedì. Queste bambine invece han fatto l'ein plein
delle scelte di vita... tra madri decedute e padri alcolizzati, i Servizi Sociali del Comune di Montes Claros
le ha affidate qui all'Orfanato…
… Quando nei romanzi della mia gioventù leggevo dei sapori del Brasile pensavo a ben altri profumi...
Carichiamo il caricabile tra sacchi di pane scaduti 5 giorni fa, frutta e verdura già tagliate o molto mature...
molto mature... cosce di pollo e altro materiale organico non meglio identificato: qui esistono varietà
alimentari ignote a noi europei (e, per certi versi, meglio che restino tali...)…
… Qui non serve sapere fare nulla e non serve fare nulla (altrimenti non sarei qui...): basta esserci per ringraziare…
MOC Orfanato, 02.08.06
… Ora ho capito cosa vuol dire vivere alla giornata: vuol dire che, se arrivi sano e salvo
alla prossima è tutto di guadagnato...
… L'Orfanato è un brulicare unico e continuo di vita che si alterna per tutta la giornata tra bimbi
che vengono solo al mattino, quelli solo al pomeriggio dalle zone più povere, quelli che fan giornata,
le ragazzine residenti... Insomma, tra il porto di mare e il putiferio, quando non entrambe!
Ho con me, lasciando poi qui gran parte dei vestiti, una marea tra magliette e
calzoncini che in Italia per me son ormai da battaglia: penso almeno una dozzina.
Oggi quasi non riuscivo a tener testa ai ricambi, finendo con l'indossare vestiti stesi ad asciugare...
… Ora, dico io, ma dove lo trovate uno più fortunato di me (al più bello ormai ho rinunciato da una vita...)??
Stanchezza a parte, ma rientra nel gioco estivo, una super giornata in cui senti di essere una presenza anche non
facendo nulla e il resto passato tra il lavare nella tinozza i panni, aiutare nei pranzi etc
(si mangia dalla stessa mensa dei bambini con in aggiunta, a volte, di portate fatte in casa dalla suora di turno in cucina),
scorazzare qualcuno se necessario col pullmino, due stupidate gestionali al computer e scrivere email…
… Vi sono insegnamenti che vanno al di là di tutto e "Ama il prossimo tuo COME TE STESSO" è uno di quelli…
… Dai miei racconti spero sia evidente come la mia presenza qui, a parte un po' di casino aggiuntivo,
non sia strettamente necessaria; comunque qui tutto gira nel modo migliore e io potrei passare
tranquillamente le mie giornate a dormire che comunque mi ringrazierebbero…
… La bambina di quattro anni che ieri pomeriggio si è addormentata tra le mie braccia
(mentre io ero più sfinito di lei dopo l'animazione...) vive in un mondo che non è migliore o peggiore del "nostro" in Italia.
E’ diverso e, ostinarsi a misurarlo coi parametri economici o delle possibilità, è l'ennesimo trappolone della
nostra (questa sì) società e in questo trappolone cadono in molti che, in questa maniera svalorizzano il proprio
lavoro qualunque esso sia, svalorizzano le cure per i propri figli, svalorizzano l'attenzione per i propri allievi
che siano di una scuola yoga o di inglese o di danza, svalorizzano l'aiuto a un genitore malato o a un amico in
difficoltà. Tutto questo fa parte della nostra vita 365 giorni all'anno e non solo un mese in una terra lontana.
Ognuno è chiamato a svolgere la propria vita, qualunque, dovunque e comunque essa sia. Perché complicarci
questo semplice compito??
MOC Orfanato, 04.08.06
… Il brano di Vangelo letto oggi è quello inerente al "nessuno è profeta in Patria e in famiglia"…
… In questo brano si evince come Gesù, ai tempi, essendo il figlio di un falegname, avendo fratelli e sorelle che
condividevano la normale vita della gente del posto, non potesse godere, secondo le persone che lo circondavano,
di caratteristiche speciali. Al di là dei nostri credo, quante volte non si è in grado di riconoscere lo
straordinario del quotidiano solo perché, appunto, lo si vive quotidianamente senza dar importanza, senza
valorizzarlo, senza qualità. E’ un po’ quanto vi dicevo nel riconoscere il lavoro qui in Brasile come "straordinario"
sminuendo quello a Bergamo o ad Agrate Brianza o altrove; esaltare la vita qui e sminuire quella famigliare o di svago
in Italia. Così facendo si è già perso in partenza la versione straordinaria della vita quotidiana e, forse, per
apprezzare certi "extra" è necessario prima godere appieno delle meraviglie del quotidiano…
MOC Orfanato, 06.08.06
… Padre Franco (viene da Arcene e ha passato gli ultimi 25 anni tra Brasile e Mozambico, serio e burlone,
organizzatore e factotum, sempre casual in jeans, polo e sandali) mi racconta poi dei progetti per il centro,
dalla scuola equitazione al nuovo centro giochi per i più piccoli, dai nuovi gazebo alla costruzione di un
piccolo auditorium per ospitare congressi o chi voglia qui organizzare gruppi e raccogliere così altri fondi,
dalla scuola per idraulici ed elettricisti per formare i giovani sia per lavorare in casa che fuori alla creazione
di una macelleria. Tante idee, pochi soldi ma si va avanti con quello che c'è e ognuno porta un qualcosa.
La situazione prostituzione e droga nelle favelas sta peggiorando con bande che si affrontano quotidianamente
e lasciano che a fronteggiarsi siano soprattutto i più giovani…
… L'incontro coi giovani avviene in quella che loro chiamano chiesa
mentre noi definiremmo capannone con tetto in ethernit, mura spoglie azzurre con
qualche poster inneggiante la condivisione del pane qua e là e casse acustiche lucchettate in apposite griglie…
MOC CCAPE, 07.08.06
… Vivere lingue differenti ha l'enorme vantaggio di costringerci a vivere i bambini su un altro livello che
non é quello della comunicazione verbale. Si perderà pure un po' nella comunicazione con gli
adulti ma questo distacco non ci sta così male…
MOC CCAPE, 08.08.06
… l'incontro di ieri con Angela, la ragazzina del centro che dall'anno prossimo inizierà a
fare la monitrice e a studiare all'università. Al di là di Chi e Come, lei ringrazia per le
fortune che ha nella vita: una casa (nelle favelas), un centro (dove può starci per 3 ore al
giorno fino all'anno prossimo), una borsa di studio (25 euro al mese per pagare l'autobus),
l'università tra tre anni (che non le darà nessun futuro degno, per noi, di tale nome).
Lei ringrazia, lei si reputa fortunata e sorride…
… Il sole é cocente e, sulle strade polverose, non è possibile abbassare i
finestrini del VW Combi, costruito in un'epoca in cui nemmeno si sapeva scrivere
aria condizionata... Quello che mi sorprende é come ci si possa orientare in questo labirinto di
strade e baracche, in cui le vie hanno un nome e le case un numero ma non vi sono indicazioni da
nessuna parte, non vi sono incroci particolari, etc. Si viaggia per vicinanza ad altre case conosciute e poi si chiede…
MOC Orfanato, 13.08.06
… non solo la carenza dell'affetto di un parente, sostituito da un carezza o un abbraccio della monitora o
suora di turno, ma la vita in un ambiente che vive comunque di regole non scritte e a volte spietate.
Come direbbe il mio caro collega Andrea: una guerra tra poveri...
MOC CCAPE, 14.08.06
… Felicità è anche giungere all'Orfanato per la messa commemorativa e beccare le bambine intente a
giocare alla mia versione di 123 stella iniziata ieri. Alla mia vista è la bolgia anche perchè
sono giunte quelle che nel fine settimana erano dai parenti; non so quanto ho impiegato per giungere
alla chiesa dell'Orfanato (non più di 50 metri dal cancello di ingresso)…
MOC CCAPE, 15.08.06
È difficile, se non impossibile, spiegare a parole o immagini le emozioni dell'ultimo dia quando siete immersi in
un vortice di feste e lacrime, col cuore che rischia veramente grosso. D'altra parte, questo è il lato forse più duro
e spietato da accettare, per voi e per loro. Si torna alla propria vita e le lacrime di oggi saranno già asciugate,
almeno quelle versate sulle guance, dal calore di questo sole nell'inverno brasiliano; per quelle versate nel cuore
ci penseranno la vita e il tempo a farne un buon uso…
… Immancabilmente, anche qui, su ovazione popolare, la serata finisce sulle note dell'animazione con
Levantou Poeira. È una bolgia, le voci che si alzano nel coro ti trafiggono come lance nel cuore
tanto quanto vedere bambine e ragazzine piangere compostamente il loro dolore, chiuse completamente al mondo,
con la testa tra le ginocchia e sotto le braccia per la vostra partenza, per l'ennesimo pezzo di famiglia che se ne va.
Vi han consegnato lettere in cui vi ringraziano per quello che avete donato loro, per le lezioni di ballo,
per ricordarvi di gustare la felicità di oggi; se pensate che, in fondo, non siete rimasti qui all'Orfanato
nemmeno un mese e queste bambine piangono così per la vostra partenza, capite che forse la vita vi impone
una riflessione profonda…
… Provate voi a non piangere o a non pensare di tornare qui la prossima volta...
MOC CCAPE, 16.08.06
Ed eccoci così giunti alla fine di questa avventura in terra brasiliana…
… Desidero esprimere il mio GRAZIE a tutti voi per questa condivisione e mi auguro di cuore di aver fatto
giungere a voi il messaggio che qui a nessuno è richiesto di venire a fare dei miracoli ma semplicemente
si viene a condividere e a ricevere un Universo di Amore in cambio della briciola che possiamo donare.
Bariano, 17.08.06
Il ritorno in Italia...
… Si chiude qui però, almeno per ora, questo particolare diario di viaggio con l’augurio per tutti
voi di vivere la vostra vita come le sue pagine: giorno dopo giorno.
Um abraço de coraçoe.
Alberto
San Paolo
Orfanato
Favelas, Bairro: Castelo Branco
Favelas, Bairro: Cidade Industrial
CCAPE
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